Visualizzazione post con etichetta saldo primario. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta saldo primario. Mostra tutti i post

giovedì 21 aprile 2011

Migliorano i conti nel 2010, per ridurre il debito ci vorrebbe una manovra pari al 5% del Pil

Il mese scorso avevamo discusso dei conti pubblici, ma oggi, prendendo “per buoni” i dati dpf presentati dal Ministro Tremonti, vediamo come si sono evoluti i conti nel 2010 (attenzione, perché possono esserci ampie differenze con i dati della Banca d’Italia che si sono utilizzati per i precedenti dati, che per il 2010 verranno pubblicati verso fine Maggio).

Elenchiamo le varie osservazioni per punti (i valori sono espressi in milioni di €).

  1. L’indebitamento netto (o deficit) è diminuito sia nominalmente (da 80.800 a 71.211) che in rapporto al Pil (da 5,3 al 4,6%).
  2. Le entrate da “imposte indirette” (Iva, Irap,…) sono in ripresa, registrando un aumento di 10 milioni rispetto al 2009, ritornando ai livelli del 2008. Importantissimo segnale, che è figlio sia di maggiori controlli fiscali e sia di una ripresa (non fortissima) dei consumi finali.
  3. Le prestazioni sociali in denaro sono ancora la voce preponderante per la spesa pubblica, rappresentando da sola il 38% del totale spese (298.200 €)Prestazioni sociali in denaro, in % al Pil 2010
  4. La spesa per interessi in calo, ma non frutto di una diminuzione del debito, bensì di un calo dei rendimenti. Effetto che svanirà quest’anno visto i tassi in ascesa in tutta la zona EU. Facendo una stima e prevedendo una crescita media annua del debito pubblico del 3,10%, risulterebbe un debito pubblico vicino a 1.900.000 milioni di €, che per un costo medio del debito (4,1%) genererebbe quasi 77.900 milioni di € di spesa per interessi, contro i 70.100 spesi nel 2010: +7.700)
  5. I consumi intermedi delle Pa sono diminuite di 1,1 milioni di €, segno dei tagli imposti dalla finanziaria del ministro.

Dovendo esporre un piccolo commento, bisogna sicuramente segnalare una stabilità dei conti pubblici, che è stata garantita da delle buone finanziarie. Se togliamo l’effetto interessi, siamo vicini ad un avanzo primario, segno che l’equilibrio per ora non è sotto pressione. Ma se la via maestra è la riduzione del debito, ad ora servirebbe una manovra da 80.000 mil di €, o il 5% del Pil. Mica bruscolini…

Andamento delle principali voci di spesa stato italiano 2010Andamento dell'avanzo primario e dell'indebitamento netto Italia 2010

lunedì 14 febbraio 2011

Debito pubblico, fabbisogno e saldo primario - Dicembre 2010 -

Che il debito pubblico italiano cresca incessantemente da anni non serve sottolinearlo. Però è d’obbligo tenerlo sotto osservazione, visto che rappresenta almeno per l’Italia la più importante macro-variabile che influenzi l’economia e la politica italiana.Note

E oggi la Banca d’Italia con l’ultimo bollettino ci aggiorna sulla situazione in cui si è chiuso il 2010. Questi i dati comunicati:
  1. Debito a circa 1.843 miliardi di euro (-26 mld rispetto a novembre 2010, ma è un effetto stagionale che si ripete sempre).
  2. Nell’arco del 2010, il debito è aumentato di 82 mld di euro, registrato un aumento del 4,45%.
Il grafico sopra riassume tutto ciò che ho elencato nei due punti. Interessante però è osservare la variazione annuale (linea arancione). Nel periodo post-picco (della crisi finanziaria), il tasso di crescita annuo è tendenzialmente diminuito (ne avevamo già parlato nello scorso post) e la speranza è che almeno continui. Almeno un’analisi prettamente statistica suggerirebbe un tale scenario.
Sempre oggi poi sono usciti anche i dati sul fabbisogno di dicembre. Così ora siamo in grado di analizzare il dato annuale e confrontarlo con gli anni passati.
Note1
Anche qui gli spunti sono tantissimi. In prima istanza la spesa pubblica è in diminuzione. Certo, una diminuzione non colossale (3%), ma che rispecchia le intenzioni del ministro Tremonti di limitarla. Nel contempo, però, la crisi ha avuto un forte impatto sul lato delle entrate (solo tributarie). Dal 2008 infatti sono calate del 3,6%. Una sorta di correzione che appare proporzionale alle uscite.
Ultimo aspetto, che è interessante osservare, è l’andamento del saldo primario*. Tale saldo rappresenta la differenza tra le entrate tributarie e la spesa pubblica che ogni mese è pubblicata sul sito della banca d’Italia [LINK]
Immagine

Il forte miglioramento è visibile ad occhio nudo! L’attuale livello di disavanzo combacia con quello di settembre 2008, proprio nel periodo in cui Lehman Brothers fu fatta fallire. Un miglioramento di tale saldo dovrebbe attenuare la attuale “dipendenza da debito”. I giochi sono aperti e il saldo potrebbe migliorare ancora.

*: il saldo che viene qui mostrato non è la pura differenza tra entrate e uscite. Se così fosse stato i valori sarebbero apparsi troppo discontinui a causa della stagionalità. Per cui, ogni valore rappresentato è ottenuto dalla media (sia per le entrate che per le uscite) sui 12 mesi precedenti.