giovedì 5 febbraio 2009

La ripresa… quando arriverà?


La ripresa arriverà? E quando? Quante domande eh, sono le più semplici ma nessuno sa darne una risposta.


Limitatamente alle mie conoscenze e ai dati in mio possesso, oggi vorrei provare a discuterne a riguardo e farci una qualche idea dei prossimi trimestri.

Sta di fatto che in questi ultimi mesi tutto sia pressoché crollato, dagli ordinativi alla produzione industriale mondiale, e perfino la Cina ha "dimezzato" la sua crescita, segnale che riconferma, come se ve ne fosse ancora bisogno, la straordinarietà di questa recessione. Ma, come la storia economica insegna, prima o poi i magazzini finiscono (anche se in America non sembra così, visti i dati del GDP) e cominciano ad arrivare i nuovi ordini, che fanno lentamente ripartire l'economia.

A questo punto, cercheremo almeno di intravedere quei pur piccoli segnali che potrebbero darci l'idea che forse la ripresa potrebbe essere vicina.


Cominciamo dall'indicatore economico più famoso d'America: L'Ism (nonmanifacturing) . Questo il commento dell'agenzia ai dati di Gennaio:


"Economic activity in the non-manufacturing sector contracted in January,…"


E va bene, si sapeva! Però l'aspetto più interessante da guardare è il grafico di questo indice, che ha mostrato un forte rimbalzo rispetto ai minimi di Novembre, segno forse che già a Novembre il bottom fosse già stato toccato? Può essere, credo che già avere 2 mesi di crescita sia un buon punto di partenza per dire che la ripresa può riprendere. E se di reale ripresa si tratta, cosa dovrebbe riprendere a crescere? Le materie prime, mi pare una correlazione già di per se scientificamente provata.


Allora andiamo a vedere i due indicatori che rappresentano più fedelmente la situazione delle commodities: Il Baltic Dry Index ( ormai è conosciutissimo, bel pubblicizzato da Intermarketandmore, ottimo Blog) e Il Crb Index.

Il dato è un dato: da metà Gennaio il BDI ha invertito di "netto" la sua sconfinata discesa e ora sta recuperando fortemente posizione dopo posizione. Questo cosa indica? Indica semplicemente una cosa: i prezzi dei noli stanno aumentando. Ed essendo la materie prime trasportate essenzialmente tramite navi, l'aumento dei prezzi dei noli è evidentemente collegato ad un aumento di domanda. Dunque, se associamo la ripresa dell'ISm con la ripresa dei noli, pare "ovvio" che qualcosa si sta muovendo… anche nei prezzi delle materie prime. Chiudo con l'ultimo grafico che ci mostra la stretta correlazione del BDI e il CRB index… : anche le materie prime stanno riprendendo… sembra ormai una tendenza ormai già avviata… però per tirare conclusioni con certezza, io aspetterei un altro mesetto, per vedere il nuovo dato dell'ISm, che credo ci fornirà molta più chiarezza per le nostre discussioni.



  












L'America, dopo 10 mesi, sta crescendo o è ancora lì ad arrancare? Leggi il post più recente riguardo la crescita in America, scritta a ottobre 2009.

martedì 3 febbraio 2009

E che non ci vengano a dire che ora c’è fiducia tra le banche…

Con i dati c'è poco da scherzare: loro rappresentano la verità e solo quella è quella che conta.
Molti in questi giorni ci parlano e straparlano di un ritorno verso la fiducia tra i nostri beneamati istituti bancari… ma è quello che sta succedendo davvero? No, proprio no! Dalla capitolazione di Lehman Brothers i depositi verso la Bce da parte di tutti gli istituti bancari Europei sono esplosi… il grafico non rende l'idea… ma tanto per darvi un valore di raffronto agli inizi del 1991 i depositi esistenti ammontavano a 608 milioni di euro, contro gli attuali 300.000 milioni. Ora sta a noi capire il perché di tutta questa valanga di euro verso la Bce: mancanza di fiducia negli altri istituti bancari? Direi proprio di sì! Altrochè!

Per lo stesso motivo è importante osservare che anche i prestiti richiesti alla Bce (che oggi "costano" al sistema bancario un 3%) hanno subito un crescità esplosiva in concomitanza del fallimento della Lehman Brothers, proprio come i depositi (che sono remunerati all'1%).



Tutto questo per dire cosa? Tutto questo per dire che anche la banca centrale europea sta attuando quel famoso quantitative easing, cioè si sta ponendo come primo intermiediario tra istituti bancari nella gestione degli eccessi di liquidità. Questo sistema è sicuramente una delle ultime chanche che si possono attuare per risolvere l'importante problema della "gelata" del mercato intebancario, ciò nonostante l'Euribor sia precipitato. Ma i nostri banchieri saranno in grado di gestirlo… perché in caso di fallimenti o comunque impossibilità di reperire liquidità, sarebbe direttamente la Bce ad essere interessata e dunque colpita. I rischi sono altissimi, ma bisogna anche dire che forse crisi come queste non siano già capitate. L'unica speranza è che appena la recessione comincia a diradarsi, la Bce cominci a diminuire la sua presenza come intermediario degli intermediari… perché se ci pensiamo anche Lehman era l'intermediario degli intermediari….

M3 ed inflazione

Oggi vorrei parlare un po’ di M3 e di massa monetaria. Su wikipedia, gli aggregati monetari vengono definiti come grandezze aggregate che esprimono la quantità complessiva, esistente in un determinato momento nel sistema economico, di moneta e di attività finanziarie che, per il loro grado di liquidità, possono svolgere le stesse funzioni della moneta (la cosiddetta quasi-moneta).”

Appare dunque logico che saper determinare la moneta che c’è in circolazione in un dato sistema monetario è un indice molto attendibile di “salute economica”. Però, come appare dal grafico, dal 1981 che generalmente una tendenza ribassista che, nonostante il forte recupero (spinto e rispinto dalla BCE?) degli ultimi 4-5 anni sta effettivamente ripiegando proprio con l’avvento della recessione e di questa crisi economica. Se poi tentiamo di analizzare il grafico con delle linee di tendenza previsionali, appare che effettivamente ci eravamo spinti un po’ troppo in là per garantire un equilibrio economico duraturo (verrebbe da dire “bolla di liquidità”, ma di questi periodi sembra inopportuno) e che effettivamente ora si sta sgonfiando, e sembra che il cammino sia appena cominciato e statisticamente siamo ancora lontani da un punto medio di equilibrio, che si potrebbe raggiungere con un’ulteriore riduzione di un altro 15% (dal picco del 2007 siamo già scesi del 37%). Dunque,se associamo la chiusura dei “bacini bancari” all’abbattimento del M3 tutto torna: le banche non prestano e la liquidità viene letteralmente abbattuta. Poi sarebbe interessante vedere la logica correlazione che si instaura guardando l’aggregato m3: l’ inflazione. E facile osservare che le tendenze di questi due indicatori macroeconomici sono molto legati tra loro, almeno in una tendenza di lungo termine. È poi molto
interessante osservare come l’inflazione in quest’ultimo anno (2008) ha avuto un comportamento molto ma molto anomalo (e ampio!). E’ stata evidentemente l’aggregazione di molti fattori, in primis il petrolio, che ha causato questa “bolla inflattiva”, che ci ha messo veramente poco a sgonfiarsi e a questo punto sembra si sia raggiunto il fondo se raffrontata alla tendenza media che si aggira sul 2% (il doppio da oggi, che siamo sul 1,1% a gen09). E vorrei ricordare che perché ci

sia ripresa, anche i prezzi devono ripartire, se rimangono fermi, o peggio andiamo in deflazione, son ….
 
*Vuoi leggere un post più recente riguardo il M3 europeo (forse arrivi qui proprio da quel posto! :) ), allora clicca qui [link] .

lunedì 2 febbraio 2009

Deflazione made in Usa in arrivo

E' veramente difficile dire che quella che si sta affacciando non sia un po di deflazione, only made in Usa. Noi per ora teniamo, per ora... ma l'America ormai in questo primo trimestre ci entrerà quasi sicuramente, anche se, bisogna pur ricordarlo, dal 1991 l'inflazione media si è aggirata sul 2,80-3,00 %, non lo 0,10 di questo Dicembre appena passato (Gdp deflator).

venerdì 30 gennaio 2009

Disoccupazione... a cosa serve capire il suo andamento?

Da oggi comincerò a scrivere qualche post riguardo aspetti più Macroeconomici che di semplice analisi tecnina. Anche perchè, come già detto dal sottoscritto, non sono in grado in un periodo come questo  a fare delle previsioni azionarie.

Capire l'andamento della dispoccupazione ci permette in un primo momento di saper cogliere molto più facilmente i cicli economici e dunque basare le nostre analisi su dati e andamenti molto più accurati.

(Per ingrandire, tasto destro sull'immagine e visualizza)

Guardiamo la sua evoluzione dal 1995 in area EU 15. Appare chiaro che tendenzialmente è al ribasso, segno di  buone politiche occupazionali e crescita economica (legge di Okun docet). L'andamento al ribasso è inoltre confermato dalla linea di tendenza (regressione lineare) che punta diretta al ribasso e che ora si aggira su valori leggermente inferiori alla reale disoccupazione (7,3-7,4% contro una disoccupazione reale del'8% - dati dic08). Per quanto riguarda il breve termine appare molto evidente l'impennata della disoccupazione. La media mobile ha decretato il suo inizio (della salita) ancora a Luglio ed averlo saputo molte persone avrebbero deciso di non investire in borsa crededendo in una ripresa.
Però c'è un però! Guardando lo spread (distanza) tra la linea di regressione lineare (nera) e l'andamento della disoccupazione (rossa) appare logico che ad un certo punto, quando la disoccupazione si distanzia molto dall'andamento tendenziale, il trend si inverte per riconvergere alla sua tendenza media. Prendiamo ad esempio il picco di marzo 2005 (8,96%). La linea di regressione vaggiava all'incirca a 8,10-8,20. Dunque il massimo spread in percentuale era di all'incirca di un 9,00% ... ma oggi a quanto viaggia? Facendo quattro calcoli della "serva", oggi risulta uno spread di 9,50%, molto più largo rispetto al 2005 ( e anche molto più ripido). Ciò va anche a giustificare la gravità della situazione, che effettivamente si può dichiarare "straordinaria ed imprevista".

Ora azzardare che entro l'anno la disoccupazione inverta almeno il suo trend ad oggi sembra difficile, però sta di fatto che statisticamente l'andamento è molto tirato e nel medio-lungo periodo una crescita così non è prevedibile...almeno se questa fosse una recessione "ordinaria"!