giovedì 15 luglio 2010

Immobiliare americano: confronti con la storia

Verificare l’andamento immobiliare non è certo semplice. Scegliere le città e i tipi di immobili comporta inevitabilmente diverse misure di confronto che servono solo a confondere ancora di più. Ma un noto economista, Robert Shiller, ha risolto tale problema, creando il famosissimo, Case Shiller Index, un “osservatorio immobiliare” che comprende i dati da fine 1800 ad oggi. Un lavoro bellissimo, anche perché disponibile dalla pagina del professore presso la Yale University [link].

Note

Il picco del mercato immobiliare americano, come si ricorderanno in molti, è avvenuto nel 2006 e gli avvertimenti di crisi bancarie cominciarono verso marzo 2007, alla pubblicazione di alcune trimestrali bancarie non convincenti (pff, vado a memoria).

Son passati quattro anni, abbiamo assistito al default della Lehman Brothers, a cadute del Pil che ci hanno riportato indietro di 20 anni o più. Ma la causa scatenante della crisi (bancaria e finanziaria) come sta “messa”?

Prendendo spunto da una fonte autorevole, This time is different, di Rogoff-Reinhart, dove esiste un interessantissimo capitolo sul mercato immobiliare con molti esempi, si è osservato che mediamente la durata della caduta dei prezzi immobiliari si attesta dai quattro ai sei anni (Giappone a parte). Dal picco, inoltre, l’intensità del calo si attesta ad un –33%, che rientra anche esso nella media storica (uno dei massimi appartiene Hong Hong nel 1997, mentre la grande crisi del 1929 fece “crollare” il mercato di un –12,6%, ma tale discesa durò per ben 7 anni).

Rientriamo sulla storia, quindi, neanche questa volta era differente, tutto era prevedibile. Quindi aspettiamoci ancora cali del Case Shiller Index, davanti a noi potremmo avere ancora due anni difficilissimi.

mercoledì 14 luglio 2010

L’euribor non cresce, galoppa!


NoteInteressanti movimenti sul fronte monetario europeo. Come previsto ancora a Marzo da questo blog l’Euribor è ricominciato a salire, ma questa intensità non era minimamente prevista. Il dato è roboante: rispetto ad un solo mese fa (data riferimento 26 luglio) l’Euribor 3 mesi è aumentato del 13%, una forza che negli ultimi 3 anni non si è mai presentata.

Capire le ragioni di tale aumento potrebbe portarci su due vie differenti, una positiva, mentre l’altra decisamente meno.

  • L’aumento può essere la conseguenza di una ripresa economica più concreta, con un riflesso diretto sul mercato dei tassi, e quindi sugli investimenti
  • L’aumento però può essere la ragione di una situazione di “freezing” del mercato interbancario, generato a causa del famosi stress test sugli istituti europei che potrebbero vedersi oggetto di prossime speculazioni.
La sfera di cristallo non la ha nessuno, quello che facciamo è osservare. E quello che osserviamo è che l’Euribor, dal 20 aprile circa è cominciato a salire. Solo una domanda: il 20 Aprile erano già stati annunciati gli stress test? :D

martedì 13 luglio 2010

Chi ha ragione? Lo Zew o piazza affari?

Lo Zew, indice della fiducia europea, evidentemente continua a scontare una forte fase di rallentamento economico in Europa, confermando anche i molti segnali che abbiamo fin qui analizzato e seguito.

L’aspetto strano però è il comportamento di piazza affari, che oggi è fortemente positiva, proprio a seguito della pubblicazione dei dati. Quindi, chi ha ragione?

Per individuare “il bugiardo” guardiamo le serie storiche e mettiamole a confronto, in modo da accertare se lo Zew è un buon anticipatore del ciclo economico.

Note

Visto questo grafico, ognuno tragga le proprie conclusione. Io la mia visione la confermo: si prevedono tempi molto duri.

domenica 11 luglio 2010

Grafici della Crisi US DOLLAR INDEX

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Credete ancora alla rivalutazione del Dollaro? Beh, sappiate che statisticamente gli stati colpiti da crisi bancarie mostrano una svalutazione della loro moneta, non una rivalutazione come sta accadendo oggi. Questa volta sarà diversa?

Visione pessimistica per i prossimi mesi

Dall’ultimo aggiornamento delle richieste di disoccupazione in Us (1 luglio 2010) si è ulteriormente confermata il rallentamento del mercato occupazionale, che lentamente comincia a contrarsi. Tale tendenza è stata poi confermata dall’andamento di questi ultimi mesi del Dow Jones, che è sceso sensibilmente dai massimi di Marzo.

Note

Se poi si volesse sfruttare tale analisi come segnali operativi, beh, non si rimarrebbe delusi!

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