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sabato 23 novembre 2013

100% Debito/PIl

Torno dopo tanto tempo per aggiornarvi sulla situazione macroeconomica, in quanto quella finanziaria è chiaramente in bolla e ogni previsione sarebbe facilmente smentibile nel giro di pochi minuti di borsa aperta.

Volevo con l’occasione del mio ritorno sul blog a condividere con voi questo interessante grafico con cui voglio confermarmi la situazione molto precaria degli Stati Uniti d’America: ebbene sì, anche loro sono entrati nel club 100% debito/PIl.

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Il raggiungimento dell’obbiettivo è stato innescato dallo scoppio della crisi del 2009, ma si può vedere dal grafico come già dopo i fatti del 2001 la presidenza Repubblicana di Bush Junior avesse dato una bella spinta al debito, che cominciò a crescere a ritmi ben più sostenuti rispetto alla presidenza democratica di Clinton.

Avranno la sovranità monetaria, avranno uno dei più evoluti sistemi difensivi al mondo, ma quando chiuderanno i rubinetti del quantitative easing cosa accadrà al tasso nominale sui Bond governativi e come si affronterà il deficit mostruoso che continuano ad alimentare?

domenica 23 settembre 2012

Un ragionamento sull'andamento economico Americano

Oggi voglio condividere con voi un ragionamento che da giorni mi gira per la testa riguardo l'azzardo morale che la banca centrale americana sta ponendo in atto rilanciando, per la terza volta, un programma di QE. Cercherò di essere il piú schematico possibile, in modo da rendere subito chiaro il punto su cui risiedono i miei dubbi.

Perché il QE?
Per risolvere due spinosi problemi:
1. Finanziare il mostruoso deficit americano
2. Tenere i tassi bassi per stimolare l'economia ed il credito

Nella teoria economica, che effetto dovrebbe avere il QE?
Da quel che ho studiato, gli effetti piú importanti di un QE sono:
1. Stimolare la domanda del credito
2. Svalutare la moneta oggetto di QE nei confronti delle altre valute

Questi effetti si sono effettivamente dimostrati nell'economia reale americana?
1. Per quanto riguarda il credito al consumo, efffettivamente siamo a livelli molto superiori a quelli precrisi, per cui l'effetto c'é sicuramente stato, come potete vedere dal grafico che segue.

2. Per quanto riguarda invece il dollaro, non si é assistito alla forte svalutazione che ci si poteva attendere, in quanto il us dollar index da metà 2011 si é rafforzato nei confronti delle più importanti valute mondiali. Né è la prova la parallela forte svalutazione dell'euro che é proprio cominciata con l'inizio della crisi greca (vedi grafico che segue).


A cosa voglio quindi arrivare? Ad un concetto molto semplice: la FED sta distruggendo il consumatore americano. Seguitemi nel mio ragionamento.

Nella testa di Bernanke vi era l'idea che il QE avrebbe indebolito la valuta americana, favorendo le esportazioni e, parallelalemente sul lato interno, limitare i consumi. Ció peró non si é verificato, e quindi in questi in quest'ultimo anno il consumatore (e la grande impresa multinazionale americana) hanno giovato di un dollaro in continuo rafforzamento che ha limitato fenomeni inflattivi. Il perché lo si deve anche ricondurre ad un fattore esogeno, non certamente atteso dal governatore centrale, che é stato rappresentato dalla crisi europea e quindi della svalutazione dell'euro. Bisogna infatti ricordare, che a parte l'operazione di acquisto dei titoli pubblici italiani, spagnoli, greci ed irlandesi dello scorso autunno, la BCE sulla carta non ha mai messo in piedi un piano di QE degno di questo nome, ottenendo comunque, almeno sul piano valutario gli stessi effetti previsti.
L'inflazione che peró non si é registrata in US, d'altro canto é diventata un'inflazione importata in EU, anche per il solo fatto che le materie prime in Europa, come in tutto il mondo, si pagano in dollari! L'economia europea comunque non é stata certamente a guardare questi fenomeni passivamente, ed infatti il settore produttivo del vecchio continente ha saputo sfruttare la svalutazione valutaria portando a livelli record la bilancia commerciale dell'intera zona euro, come potete vedere dal grafico che segue.

Ora peró l'effetto esogeno della crisi europa sta lentamente cominciando ad attenuarsi e sul piano valutario l'euro sta recuperando nei confronti del dollaro: questo cosa provocherá all'america se effettivamente noi europei "facciamo e risolviamo i compiti a casa"? Inflazione ragazzi! Inflazione che bloccherá i consumi del consumatore mondiale per eccellenza e che non potrá riprendersi con stimoli di origine pubblica, in quanto il deficit americano comincia a rappresentare il vero rischio sistemico mondiale!

Solo in quel momento capiremo che non eravamo noi europei ill vero rischio sistemico mondiale!

martedì 14 febbraio 2012

Una nuova bolla si avvicina: gli “student loans” made in USA!

 

Come ben sapete i post del mio blog sono postati anche su altre piattaforme, come RischioCalcolato, che mi permettono di avere una maggiore visibilità e raggiungere molti nuovi lettori.
Vi invito quindi a passare anche nel mio blog,
DiarioFinanziario e di seguirmi personalmente anche su Facebook e Twitter!

In America, da molti anni, sta nascendo una bolla. Una bolla non legata ai beni, come le case, l’oro, le azioni, ma alle persone. E questa bolla si chiama “Student loans”! Sì, quello che da noi viene ora chiamato “prestito d’onore”: io finanzio la tua istruzione, spesso in importanti università che non potresti permetterti, e appena trovi un lavoro, che dovrebbe essere di alto profilo, visto la tua preparazione, per te sarà facile ripagarmi il prestito.

sabato 25 dicembre 2010

Jobless Claims e problema occupazione

Note

I dati provenienti ultimamente dai jobless claims sono molto positivi. Infatti sono stati rotti importanti trend e, almeno per quanto riguarda le richieste, l’andamento occupazione sta migliorando nettamente.

Peccato però che il JC non è un reale indicatore occupazionale, ma serve solo a evidenziare un trend, e valori come quelli registrati negli ultimi mesi non sono di netto miglioramento, ma di sostanziale stabilizzazione.

Note1

Infatti sono i livelli occupazionali a tener banco. E anche quelli forniti a livello nazionale indicano un quadro assolutamente agghiacciante. Dal picco della crescita occupazionale (che è a più di 3 anni di distanza, fissata a novembre 2007) si sono persi 7.595.000 di occupati e il grafico rimane inquietante! E Obama non ha sicuramente migliorato la situazione, perché dal suo insediamento sono stati persi 3.333.000 posti di lavoro in quasi 2 anni. Note2

E con tassi di disoccupazione ancora sopra il 9 % da Maggio dello scorso anno, è ben difficile smuovere la situazione di stallo occupazionale.

è dal fronte occupazionale quindi che arrivano i segnali più preoccupanti per il rischio di double dip, che si può ammettere tranquillamente, non è mai di fatto svanito come eventuale proiezione economica.

lunedì 8 settembre 2008

La morte del capitalismo è vicina

Forse dopo tanti anni che tutto il mondo economico ha screditato un certo Marx, che vedeva un inesorabile fine per il capitalismo moderno, è ora di prendere un po' più sul serio le sue pur sempre attuali tesi. E sì, perchè se noi ci piangiamo addosso per Alitalia e per il nostro pesantissimo debito che ci portiamo sulle spalle, là, nel far-west americano non muovono nemmeno un sopracciglio per salvare e NAZIONALIZZARE alla Stalin i due amici Freddie e Fannie sobbarcandosi qualcosa come 200 miliardi di dollari (poco meno del 10 % del nostro debito pubblico!). E poi siamo noi i zimbelli del mondo. Aveva forse ragione Putin anni fa quando disse: "I gulag rappresentano uno dei momenti più brutti della storia russa, ma non accettiamo lezioni da coloro che hanno sgangiato la atomica su Yiroshima e Nagasaki."? Tutto ciò per dire: coloro che credono di impartire lezioni al mondo non sono molto meglio di altri. E' poi c'è anche da notare una cosa: la NAZIONALIZZAZIONE è avvenuta sotto una presidenza REPUBLICANA e vicino alle elezioni: questo è un fatto che deve far pensare ancora di più dell'intera vicenda!
Leggete questo importantissimo post tratto da http://diariodellacrisi.blogspot.com/
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