martedì 31 gennaio 2012

Entrate, spese e deficit: la soluzione è così semplice?

La questione del rigore di bilancio potrebbe apparire di semplice soluzione e, a sentire i politici, molto si è fatto negli anni passati e solo l’importante crisi economica del 2008/2009 ha complicato il già precario equilibrio del bilancio pubblico nazionale.

Però, come al solito, i dati e le rilevazioni ufficiali, se analizzate correttamente, forniscono una visione d’insieme diversa, che vorrei condividere con voi.

Entrate e spesa pubblica cumulata

Il dipartimento delle finanze italiano fornisce, dal 2002, i rilevamenti mensili delle entrate tributarie per tipologia di strumento (Iva, bolli, …). Elaborando con molta difficoltà i dati, e confrontandoli anche con il database di Bankitalia, ne è uscito un primo grafico con cui vado a confrontare le entrate e spese tributarie cumulate (il dato di oggi tiene conto di tutte le entrate fatte nel mese di novembre 2011 fino al dicembre del 2010).

Entrate e spesa pubblica italiana 2011

Come si può vedere, benché si siano alternati molti governi, la tendenza media (espressa dalle rette) dimostra come le entrate tributarie siano cresciute allo stesso ritmo delle spese tributarie, e ciò ci permette di affermare che:

  • Negli ultimi 9 anni non si è mai tagliato seriamente la spesa pubblica. Anzi, è cresciuta mediamente del 1,8%, mentre le entrate tributarie (e la pressione fiscale) è aumentata del 2,5% annuo (ma come si vede dal grafico tale gap è impercettibile).
  • Le entrate fiscali, nonostante la crisi economica, si sono stabilizzati al livello del 2006, mentre la spesa pubblica, molto più volatile, ha visto una riduzione netta solo da inizio 2010.
  • Se ipotizziamo che la tendenza di quest’ultimo decennio continui all’infinito, il gap si chiuderebbe verso il 2100. Si, 2100 d.C.!

 

Imposte indirette: Iva

Una dinamica da tenere sotto osservazione è l’andamento dell’Iva. Infatti, a vedere le recenti modificazione del regime Iva, come i numerosi controlli antievasione e l’aumento delle accise, potrebbe portare ad un aumento del gettito, che ad oggi conta circa il 30% del gettito totale.

Iva

L’andamento dell’Iva poi è da tenere in considerazione per tenere traccia dei consumi reali, che, come si può osservare dal grafico, a fine 2011 risultavano in stabilizzazione, in linea con le previsioni di recessione.

 

Variazioni tendenziali

Questo grafico offre molte altre informazioni circa la fase congiunturale del nostro paese.

Variazioni percentuali entrate tributarie

Le entrate fiscali, infatti, hanno registrato la prima variazione negativa verso fine 2008, mentre l’Iva era negativa già verso la metà dello stesso anno, proprio in concomitanza con l’avvento della grande recessione. Ai dati di oggi (novembre 2011), appare evidente che le entrate si stanno stabilizzando, e solo le imposte indirette stanno tenendo. Quando i consumi cominceranno seriamente a crollare gli effetti sulle entrate saranno inevitabili e la recessione potrebbe impedire il raggiungimento del pareggio di bilancio. E ciò potrebbe aver giustificato, in parte, l’intervento del Monti nella manovra di fine anno.

Una cosa è comunque certa: se andiamo ad intervenire solo sul versante entrate, senza colpire le spese, il risanamento non sarà strutturale: questo è poco ma sicuro!

 

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Note bibliografiche

Dati sulle entrate pubbliche: dipartimento delle Finanze[http://www.finanze.gov.it/export/finanze/index.htm]

Dati sulla spesa Pubblica: Bankitalia [Tavola TCCE0100]

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